Al via progetto “Cu sì?” all’Albergheria, oggi l’incontro con la Circoscrizione

Psicologi, volontari, associazioni, studenti e scout. Un piccolo esercito di 50 persone per cambiare il volto dell’Alberghiera, quel quadrilatero nel cuore di Palermo delimitato da via Maqueda, corso Vittorio Emanuele, corso Tukory e corso Re Ruggero. Un quartiere caratteristico ma difficile, sempre più abitato da etnie diverse e sempre più povero di strutture adeguate e risposte istituzionali alle situazioni di disagio. Dalle criticità del territorio e dalla domanda di intervento nasce il progetto “Cu sì?” dell’Ordine degli psicologi della Sicilia.
Ad avviareFullSizeRender le prime attività sul territorio è stato padre Furnari, parroco della chiesa San Nicolò di Bari e psicologo. La sua comunità – stimolata dall’azione del gruppo scout e dalle visite domiciliari per raccogliere le esigenze di ogni famiglia – è cresciuta a poco a poco fino ad allargarsi per cercare di rispondere alle richieste di quasi tutto il quartiere che adesso sarà aiutato dall’azione sinergica degli psicologi. Il ruolo degli specialisti sarà quello di costruire, insieme ai soggetti dell’intervento, un ponte tra le istituzioni, la parrocchia, le associazioni del territorio e la comunità.
Il progetto “Cu sì?” è partito il 15 febbraio. Le attività si svolgeranno in gran parte alla chiesa San Nicolò do Bari e dureranno un anno. Dopo una prima fase di promozione dell’iniziativa, si è adesso passati alla formazione degli operatori  oggi a palazzo delle Aquile si è svolto il primo incontro con il Consiglio di circoscrizione per condividere le strategie d’intervento. Poi si passerà alla fase “operativa” con le attività per i giovani e le famiglie. “Questa esperienza – ha detto padre Furnari – è nata dal bisogno di aiuto. Ogni giorno siamo sommersi dalle richieste. Gli psicologi per noi saranno come l’ossigeno. Chiediamo alla comunità di farsi carico delle situazioni di disagio. Fare insieme, del resto, non vuol dire perdere la propria individualità, ma che ognuno dà il suo contributo. Ci sono tante parrocchie e associazioni che aiutano. Insieme sta nascendo un bel movimento perché stiamo remando tutti nella stessa direzione”.
Per i ragazzi è previsto l’accompagnamento scolastico con attività di recupero e approfondimento con percorsi personalizzati; l’educazione socio-affettiva; il laboratorio teatrale che sarà una “palestra di autoaffermazione”; il laboratorio artistico, aperto un giorno a settimana; il laboratorio musicale. Tutto questo servirà alla creazione di un gruppo e all’integrazione tra culture diverse. Le famiglie ricoprono un ruolo fondamentale per la diffusione dei valori e per loro è previsto un servizio di accoglienza ed ascolto, un cineforum e feste interculturali.