Palermo: Ordine degli Psicologi, comunità parrocchiale e Istituzioni insieme per riqualificare il quartiere dell’Albergheria

Lunedì è stato inaugurato il progetto “Cu sì? Intervento psicologico di sviluppo di comunità” ideato e finanziato dall’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana

 

“La periferia esistenziale è qualcosa che va oltre l’aspetto puramente territoriale, è qualcosa che c’è dentro di noi. La sofferenza oggi è proprio legata alla difficoltà di uscire fuori dai propri confini”. Sono queste le parole del presidente dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, Fulvio Giardina, intervenuto all’inaugurazione del progetto “Cu Sì”, promosso e finanziato proprio dall’Ordine siciliano, che si è tenuta ieri, lunedì 15 febbraio, nella chiesa San Nicolò di Bari, nel quartiere dell’Albergheria.

Con questo progetto si intende sviluppare un sentimento di comunità basato sul coinvolgimento, la partecipazione e la connessione emotiva di coloro che abitano nella periferia palermitana, ponendo la chiesa come centro di realizzazione delle attività per giovani e adulti. Ripartire dal quartiere di Albergherai per fronteggiare il disagio sociale con strumenti adeguati e professionalità in grado di avviare azioni di recupero. Recupero della devianza giovanile, supporto alle famiglie con sportelli d’ascolto, laboratori ricreativi e momenti di comunione sociale all’interno della parrocchia, attività di doposcuola per i bambini, che saranno coinvolti anche in laboratori teatrali, musicali, artistici e in attività di educazione socio-affettiva.

“Basti pensare che Gesù ha fatto apostoli i discepoli delle periferie umane. Ognuno di noi deve mettersi in gioco a partire da quella che è la sua ricchezza e condividerla con gli altri”. E’ stato questo l’augurio del Vescovo Corrado Lorefice, che ha aperto i lavori della giornata inaugurale del progetto, che sarà gestito da 15 psicologi, selezionati tramite un apposito bando pubblico, che avranno il compito di intercettare il disagio sociale tra gli abitanti del quartiere, accogliere le loro richieste e contribuire a fare emergere le potenzialità.

“Bisogna favorire il dialogo fra le varie culture – ha detto Paola Miceli, presidente della prima circoscrizione -. Mi auguro che questo percorso che sta cominciando possa in futuro coinvolgere tutta la zona del centro storico di Palermo, dove non ci sono cancelli che si vedono, ma tra le varie zone della città ci sono dei veri e propri muri altissimi che devono essere abbattuti attraverso l’inclusione sociale e il recupero”.

L’Ordine degli psicologi siciliani sta lavorando per costruire un ponte solido tra i servizi, la parrocchia, le associazioni del territorio e la comunità emergente, solo così si potranno facilitare i processi di relazione tra la comunità locale e le risorse del territorio. Alla presentazione del progetto erano presenti anche: padre Furnari; l’assessore alle Attività Sociali, Agnese Ciulla; il Garante dei Diritti dell’Infanzia, Pasquale D’Andrea; la docente dell’Università di Palermo, Giovanna Perricone; i coordinatori del progetto, Antonella Postorino e Dario Caminita; e la suora Valeria Gandini.

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